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Il controllo costante delle qualità dell’aria nella zona di ricaduta dei fumi dell’inceneritore è stata una delle prime esigenze manifestate fin dai primi protocolli d’intesa. Lo prescrive la legge ma i sindaci hanno sempre chiesto controlli più puntuali.

Per questo, già la prima Autorizzazione integrata ambientale ha prescritto livelli massimi di emissioni per tutti gli inquinanti da ricercare per legge e metodi di controllo tra i più avanzati. Questi livelli sono legati anche alla migliore tecnologia disponibile per l’abbattimento degli inquinanti, ma mano che sono disponibili sistemi più efficienti questi vanno introdotti.

I controlli sulle emissioni vengono svolti in proprio da TRM che dispone di rilevatori a camino i cui dati sono trasmessi in tempo reale alla centrale operativa dell’Agenzia regionale di protezione ambientale (Sistema monitoriggio emissioni). Quando Arpa rileva che un limite si sta innalzando o viene superato interviene subito con controlli propri. Capita che gli sforamenti dei limiti comportino segnalazioni all’autorità giudiziaria con conseguente azione penale.

Ma l’ARPA svolge periodicamente delle ispezioni per verificare il rispetto dei limiti emissivi.

Inoltre, l’Arpa dispone di una centralina di analisi della qualità dell’aria sita a Beinasco a ridosso dell’inceneritore ma lungo una linea di ricaduta che fu definita dopo accurati studi.

L’Arpa svolge anche campionature delle deposizioni di inquinanti attraverso speciali deposimetri posizionati intorno all’impianto

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