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Sul sito del Comitato locale di controllo tornano i dati delle emissioni del camino dell’inceneritore.

Il nostro sito internet, così come quello di Trm, pubblicherà, ogni giorno, i dati delle emissioni del termovalorizzatore del Gerbido raggruppati in tabelle.

I grafici sono ben visibili sulle rispettive home page e mostrano gli identici numeri. I dati si riferiscono alle emissioni medie nella giornata per ciascuna della tre linee di incenerimento.

Per prima cosa c’è da ricordare che la scelta di comunicare ai cittadini i parametri delle emissioni non è dettata dalla legge. La normativa Ue, recepita da quella nazionale, impone il rilevamento di alcuni inquinanti e la comunicazione alle istituzioni preposte al controllo come Provincia e Arpa.

Ma con la concessione dell’Autorizzazione integrata ambientale, nel 2006 (rinnovata nel 2012), si decise di rendere pubblici i parametri attraverso la pubblicazione sul sito di Trm e sul sito del Comitato Locale di Controllo. Gli stessi numeri compaiono anche sui display informativi presenti nelle sei sedi municipali dei Comuni dell’area dell’impianto, nelle sedi delle Circoscrizioni torinesi confinanti (Circoscrizione 2 e 10).

Gli aggiornamenti avvengono automaticamente alle 3 di notte.

Ed ecco il primo problema di interpretazione.

Questi aggiornamenti sono “giornalieri” ma, in realtà, i dati a camino vengono rilevati continuamente, ogni 10 minuti, nell’arco delle 24 ore. Quella che viene mostrata ai cittadini è, appunto, una media giornaliera basata sulla cosiddetta “media semi oraria”. Questa è la media dei rilevamenti ricavata ogni mezzora (quindi ogni tre rilevamenti automatici). La media giornaliera è dunque una media delle 48 medie semi orarie ricavate dal computer nell’arco delle 24 ore.

Naturalmente, in questo modo, non vengono mai evidenziati eventuali, isolati, picchi di sforamento dei parametri. Cioè, se per esempio, se si verifica un forte innalzamento delle emissioni degli Ossidi di Azoto, che poi rientra nella norma dopo mezzora, questo picco non viene mostrato ai cittadini né sui siti internet di Trm e del Comitato Locale di Controllo né sui totem presenti nei Municipi.

Quella che si vede è una rappresentazione grafica (a colonne) della media delle emissioni del giorno che, quindi, difficilmente evidenzierà un picco di sforamento.

La decisione di divulgare i numeri in questo modo fu presa al termine di una lunga serie di riunioni tra Trm, Provincia, Arpa e Comitato Locale di Controllo.

Allora, si pensò che diffondendo i dati in continuo, cioè quelli rilevati ogni mezzora, si rischierebbe solo di creare inutili allarmismi e di inondare l’utenza di una mole continua di numeri difficilmente raffrontabili.

Anche perché la normativa impone di rispettare sia le medie semi orarie che quelle giornaliere, cioè concede un andamento altalenante che è proprio del funzionamento di un impianto come il termovalorizzatore. Ma dopo avere concesso qualche sforamento pretende che nell’arco dell’anno i picchi e gli eventuali sforamenti dei limiti emissivi restino al di sotto di una percentuale che non deve superare il 3% sul totale delle oltre 17mila mezze-ore rilevate nei 365 giorni. Se gli sforamenti superano il 3% nella media annuale allora scatta la denuncia all’Autorità giudiziaria.

La norma, quindi, chiede il rispetto di una media accettando, quindi, che ci possano essere degli sforamenti qua e là nell’arco dell’anno e delle singole giornate.

Così, si è scelto di divulgare comunque una media, in questo caso “giornaliera”.

La scelta di guardare alla media più che ai picchi è stata dettata dalla direttiva europea anche per la natura degli inquinanti rilevati.

Si tratta di otto composti che hanno un impatto sanitario sull’Uomo ritenuto non così pericoloso in caso di emissioni temporanee, episodiche, mentre potrebbero avere un forte impatto ambientale se l’inquinamento dovesse protrarsi nel tempo.

Questi composti sono: Acido Cloridrico, Acido Fluoridrico, Ossidi di Zolfo, Ossidi di Azoto, Monossido di Carbonio, Carbonio Organico Totale, Ammoniaca e le Polveri.

Il Monossido di Carbonio (che in atmosfera diventa Anidride Carbonica, Co2) rappresenta l’andamento della combustione ed ha una fluttuazione molto instabile: per questo il rilevamento avviene direttamente su una media giornaliera.

Il tavolo di concertazione tra gli enti di controllo e Trm aveva quindi valutato inutilmente allarmante la diffusione dei picchi di sforamento perché si sarebbe trattato di numeri dallo scarso significato ambientale.

Queste sostanze vengono rappresentate, come detto, attraverso dei grafici a colonne. Anche questa è stata una scelta mirata perché questo tipo di visualizzazione è più intuitiva, soprattutto per i display dove i dati hanno un tempo di scorrimento e devono essere letti dall’utente in un tempo di cinque secondi anche da una certa distanza.

Ma ci sono altri parametri che vengono divulgati, questa volta con i numeri messi in una tabella.

Si tratta dei composti più “sanitari”, cioè quelli che possono avere effetti devastanti sull’organismo, ma che soprattutto spaventano di più l’opinione pubblica.

Si tratta della famiglia delle diossine: Idrocarburi Policiclidi Aromatici, Diossine e Furani; nonché di alcuni metalli: Cadmio e Tallio, Mercurio, Zinco, Metalli pesanti (che vengono rilevati tutti insieme).

Per tutti questi composti, la rilevazione è stata fissata in quattro volte l’anno, cioè ogni tre mesi.

In questo caso si usano degli accumulatori di inquinanti che vengono aperti per analizzare il contenuto in laboratorio privato convenzionato (Trm lancia la gara ogni due anni). Il laboratorio impiega circa un mese dalla campionatura a fornire i dati.

I numeri che vengono fuori, come detto, vengono indicati in una tabella senza rappresentazioni grafiche perché spesso si tratta di numeri infinitamente piccoli, impossibili da mostrare in grafica.

Anche in questo caso, i dati sono esattamente gli stessi diffusi dallo stesso computer sia al sito di Trm che a quello del Comitato Locale di Controllo così come ai display posti nei Comuni.

Ma tornando agli inquinanti mostrati attraverso gli istogrammi c’è da dire che, pur mostrando dati identici, le colonnine di Trm e quelle del Comitato Locale di Controllo sono diverse. Questo semplicemente perché si è scelto di differenziare la rappresentazione visiva. Cioè di “farli vedere” in modo diverso. Ma, come detto, i numeri sono identici così come i limiti emissivi indicati: cambiano solo le altezze delle colonnine che nel grafico del Comitato Locale di Controllo sono più basse.

In ogni caso, anche se gli inquinanti vengono mostrati attraverso medie giornaliere, i sensori del Sistema Monitoraggio Emissioni (SME) che captano le sostanze in continuo, 24 ore su 24, ogni 10 minuti, sono collegati direttamente con i computer dell’Arpa che dunque riceve i dati continuamente e senza medie giornaliere.

In caso di sforamento dei limiti, questo viene visto immediatamente anche da Arpa che è quindi informata in tempo reale.

C’è da aggiungere che questi dati sono di difficile manomissione. Sullo Sme, Trm non può intervenire direttamente: può essere gestito solo dalla società che ha fornito il sistema attraverso un addetto presente nell’impianto del Gerbido.

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