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Le emissioni dell’inceneritore, e i loro potenziali effetti sulla salute, sono tenute sotto controllo dall’Arpa, l’Agenzia regionale di protezione ambientale.

Il primo lavoro di Arpa è quello di presidiare il sistema di monitoraggio telematico delle emissioni, che, in sigla, è chiamato SME. Qui, il gestore dell’inceneritore, la società TRM, “lascia entrare” Arpa nel proprio sistema di controllo in continuo dei fumi; in questo modo Arpa può vedere tutto quello che sta succedendo, esattamente come Trm e, se qualcosa non va, può svolgere accertamenti ed eventualmente inviare segnalazioni anche all’autorità giudiziaria.

Una seconda attività è legata al più normale lavoro di controllo della qualità dell’aria nell’area metropolitana. Arpa, infatti, raccoglie i dati delle centraline della rete di monitoraggio metropolitana tra cui c’è quella di Beinasco, nel giardino Aldo Mei, che è stata messa lì proprio per tenere sotto osservazione l’aria nel punto di possibile maggiore ricaduta dei fumi dell’inceneritore. Qui ci sono anche i deposimetri di polveri che possono offrire altri dati, sempre sulla qualità complessiva dell’aria sotto il camino dell’inceneritore.

Arpa, con il suo Dipartimento di epidemiologia e salute ambientale partecipa anche al progetto di sorveglianza sanitaria denominato Spott, con Asl TO3, Asl Città di Torino e Istituto zooprofilattico. Inoltre, è sempre l’Arpa a svolgere i controlli “a camino” e negli ambienti di lavoro dell’impianto per verificare la qualità dell’aria che respira il personale dell’inceneritore.

Arpa, infine, si occupa anche delle analisi di rifiuti eventualmente radioattivi che venissero segnalati dal portale radiologico posto a controllo dei carichi dei camion in ingresso.

Le ceneri e le scorie vengono invece controllate dalle ditte che ricevono queste polveri per riprocessarle. In caso di presenza di livelli eccessivi di metalli o altri inquinanti queste ditte avvisano poi Trm e Arpa.

Arpa pubblica i dati dei monitoraggi attraverso report mensili consultabili QUI

«La scelta di fornire dati aggregati a cadenza mensile – spiega la direttrice del Dipartimento di Torino, Antonella Pannocchia – è per facilitare la comprensione. Ma è sempre possibile richiedere a Trm i dati giornalieri. Si tratta, comunque, di numeri che hanno bisogno di essere prima validati dai nostri dipartimenti per essere interpretati correttamente».

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