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Nei biomonitoraggi dello studio Spott sì è deciso di non coinvolgere i bambini, soprattutto per l'invasività propria dei prelievi di sangue.
Ma perché non si sono cercati i metalli e le diossine in altre "matrici"? Per esempio, non sarebbe stato più semplice campionare unghie e capelli che, composti di cheratina, sono sensibili all'accumulo dei metalli?

Ogni tipo di determinazione presenta dei vantaggi e degli svantaggi. Esistono degli organismi internazionali che definiscono qual è la matrice più adatta per le analisi delle diverse sostanze. Per esempio per le diossine è acclarato che il sangue sia il più indicato. Per questo, è stato deciso di campionare sangue per individuare le diossine e i Pcb, e sono state necessarie diverse provette fino a 50 ml di sangue prelevato. Per i metalli, invece le matrici cambiano: ci sono metalli che si ritrovano più facilmente nelle urine e altri che si possono trovare sia nelle urine che nel sangue.

La scelta è stata discussa nel 2013 e validata da tutti i membri del Comitato tecnico scientifico, dall'Istituto Superiore di Sanità e dalle due Asl coinvolte. La scelta della matrice biologica su cui eseguire le analisi ha tenuto conto delle indicazioni riportate nei documenti pubblicati dall’American Conference of Governmental Industrial Hygienists (ACGIH) nel 2006 e dal WHO nel 2012. Entrambi i documenti sono concordi nell’indicare il sangue come migliore matrice biologica per la determinazione del piombo, mentre gli altri metalli possono essere analizzati nelle urine.

Si tratta infatti di matrici "stabili", che presentano una minore variabilità rispetto ad altre matrici come, appunto, unghie e capelli. Sono matrici che forniscono dati standardizzabili e, soprattutto, confrontabili coi valori di riferimento più disponibili. Se si poteva scegliere tra entrambe le matrici, si è preferita la matrice urinaria in quanto richiede una raccolta meno invasiva per la persona coinvolta.

In definitiva unghie e capelli sono state scartate perché non ci sono studi ritenuti sufficientemente “storicizzati” rispetto a sangue e urine. Si tratta, infatti, di matrici indagate da pochi ricercatori che ancora non incontrano il favore di tutta la comunità scientifica anche perché sono maggiormente soggette a variabili come un trattamento con tintura per capelli o il contatto delle unghie con metalli. Infatti, se è dimostrato che i metalli vengono effettivamente accumulati nelle unghie e nei capelli, non è ancora sufficientemente chiaro quanto incida una contaminazione esterna (tocco ripetutamente le monete e un metallo si fissa nell’unghia) rispetto al deposito per via metabolica interna (respiro inquinamento da metalli e l’organismo li deposita nelle mie unghie).

Insomma, in mancanza di indicazioni di legge, per non rischiare di incorrere in errori clamorosi si è scelto di utilizzare matrici più comunemente utilizzate e per le quali esistono valori-limite di riferimento più accettati.

I metalli sono stati ricercati soprattutto nelle urin,e tranne il piombo che si è, invece, cercato nel sangue raccolto in speciali provette “metalfree” cioè garantite senza contaminazioni di metalli nei materiali per non compromettere analisi che cercano “tracce” di metalli e quindi in dosi bassissime.

Il mercurio è stato cercato sia nel sangue che nelle urine.

Ecco la tabella completa dell’elenco metalli pesanti determinati con la matrice biologica scelta (Tabella concessa dallo staff di Spott)

indicatori biologici di esposizione

matrice biologica

analiti e matrice scelti

ACGIH 2006

WHO 2012

zinco

-

-

urina

cadmio

sangue/urina

urina

urina

antimonio

-

-

urina

arsenico

urina

urina

urina

piombo

sangue

sangue

sangue

cromo

sangue/urina

urina

urina

cobalto

sangue/urina

urina

urina

rame

-

urina

urina

manganese

-

-

urina

nichel

-

urina

urina

vanadio

-

urina

urina

stagno

-

-

urina

mercurio

sangue/urina

urina

urina

tallio

-

-

urina

berillio

-

-

urina

palladio

-

-

urina

Ci sono, comunque, ricercatori che indicano nelle unghie la matrice milgiore, soprattutto nelle unghie dei piedi, meno soggette a contatto esterno, se non d'estate.

Si discuterà di questi diversi metodi in una prossima riunione del Comitato locale di controllo alla presenza di medici che hanno recentemente svolto un'indagine indipendente sulle contaminazioni ambientali proprio utilizzando le unghie prelevate in età pediatrica.

 

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