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Il programma Spott ha deliberatamente escluso i bambini dalle analisi sui metalli e le diossine. Ma non è stata una svista, Asl TO3, Asl Città di Torino e Comitato tecnico-scientifico hanno preso questa decisione a ragion veduta con la supervisione del Comitato etico.

In realtà il programma comprende, nelle sue attività di sorveglianza, tutta la popolazione residente nelle aree circostanti il termovalorizzatore di qualunque età, sesso e condizione, oltreché tutti i lavoratori dell'impianto. Ma per il biomonitoraggio, con la ricerca nell’organismo di metalli e diossine, si è scelto di non coinvolgere i bambini.

Eppure, proprio i bambini, oltre che gli anziani e i malati cronici sembrerebbero i soggetti da sottoporre a maggiori attenzioni sanitari e quindi da monitorare più di altri.

«È stata una decisione presa in accordo con il comitato tecnico scientifico alla luce delle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità – ricorda Antonella Bena, responsabile del progetto – Abbiamo deciso di non includere i bambini per due ragioni: intanto, perché siamo in presenza di organismi in evoluzione, in fase di crescita, e, dunque, in continuo cambiamento, fattore che influenza l’analisi degli effetti a lungo termine; e poi perché si trattava di fare dei prelievi di sangue, anche massicci, che sarebbero stati troppo invasivi per i bambini. Per questi motivi l’Oms suggerisce di non coinvolgere i bambini in studi di questo tipo ma di coinvolgere solo gli adulti e di escludere le fasce deboli».

Si è quindi scelto di campionare una fascia di popolazione compresa tra i 35 e i 69 anni e, per la sola determinazione di policlorobifenili e diossine, si è decisa di restringere la fascia tra i 35 e i 49 anni.

Questo perché Pcb e diossine sono soggette a bioaccumulo con una tendenza ad aumentare all’aumentare dell’età, una caratteristica che consiglia di concentrarsi nella fascia d’età adulta.

Nel caso di PCB e diossine, inoltre, è necessario un prelievo di almeno 50 ml di sangue, difficilmente proponibile ai bambini.

Per quanto riguarda i metalli, nei bambini molto piccoli e poi, in età evolutiva, i diversi metalli sono soggetti a variazioni fisiologiche differenti nei due sessi: ciò renderebbe necessario selezionare un alto numero di bambini-campione.

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