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Nel 2020, a fronte di 564.266 tonnellate di rifiuti bruciati nell’inceneritore per produrre energia elettrica e calore, i residui hanno raggiunto le 143.093 tonnellate.

Le ceneri pesanti ammontano a 118.879 tonnellate. Le ceneri leggere raggiungono le 11.557 tonnellate, mentre i prodotti sodici residui arrivano a 9.347 tonnellate e i materiali ferrosi a 3.310.

Le ceneri pesanti sono le vere e proprie ceneri che rimangono sotto il forno dopo il processo di combustione dei rifiuti; sono prodotti inorganici, senza più carbonio: sono inviate a recupero dove vengono separati metalli ancora presenti e per essere poi triturate per l’utilizzo nei cementifici. Trm dichiara un riciclo delle ceneri pesanti che arriva al 97%. I metalli recuperati dalle ceneri pesanti vengono venduti alle fonderie.

Le ceneri leggere sono costituite dalla polvere trasportata con i fumi e trattenuta nell’elettrofiltro dove le particelle vengono bloccate grazie agli effetti di un campo elettrico. Queste sono le ceneri classificate come “rifiuti pericolosi” e che possono essere smaltite solo previa inertizzazione. Vengono inertizzare mediante il mescolamento con calce.

I prodotti sodici residui (Psr) sono, invece, i prodotti di reazione tra le ceneri leggere, il bicarbonato di sodio e il carbone attivo che vengono immessi per abbattere le sostanze acide dei fumi e per absorbire eventuali diossine e metalli come il mercurio.

I Psr combinati agli inquinanti vengono trattenuti dai filtri a maniche che completano la filtrazione dei fumi per essere stoccati e trasportati alla Solvay, l’azienda che li ricicla per produrre nuovo bicarbonato di sodio.

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