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Settanta partecipanti si sono collegati ieri, mercoledì 7 aprile 2021, alla piattaforma Webex della Città metropolitana di Torino per l’evento informativo online organizzato dal Comitato locale di controllo sul termovalorizzatore. L’appuntamento via webinar non ha certo potuto sostituire l’efficacia, il clima e lo spirito delle serate informative in presenza che il Comitato ha sempre organizzato, a rotazione, nei comuni dell’inceneritore. Ma come, ha dichiarato in apertura la presidente del Comitato, Barbara Azzarà, dopo la bufera Covid, che nel 2020 ha costretto a cancellare la serata informativa già prevista in primavera, questo 2021 non poteva non vedere un incontro pubblico per informare i cittadini sul funzionamento dell’impianto e sui monitoraggi che riguardano la salute.

La presidente Azzarà ha annunciato che l’esperienza di controllo del Comitato sarà portata all’interno di un dibattito organizzato nell’ambito della Fiera Ecomondo di Rimini. La stessa Azzarà ha ricordato che il progetto Spott, che prevede il monitoraggio della salute della popolazione che abita nei pressi dell’impianto, andrà avanti nella sua seconda fase, «anzi, vogliamo che prosegua per tutta la vita del termovalorizzatore». A questo proposito, la coordinatrice di Spott, Cristiana Ivaldi, di Arpa, ha informato che, durante la pandemia si stanno portando avanti le linee di progetto dove è possibile lavorare senza contatto fisico con i volontari che si sottoporranno nuovamente alle analisi di sangue e urine. «Nel 2022 – ha affermato, presentando le SLIDES SCARICABILI QUI – riprenderemo i prelievi e andremo avanti con tutte le linee di programma. Chiaramente, è già ipotizzato almeno un anno di ritardo rispetto alla conclusione, inizialmente prevista nel 2023».

Nell’incontro, il responsabile tecnico di Arpa, che segue quotidianamente le emissioni dell’inceneritore, Stefano Carbonato, su domanda di un cittadino, ha dato i primi numeri degli sforamenti dei limiti semi orari per l’anno 2021. «Nel primo trimestre di quest’anno – ha risposto – si sono verificati un superamento per l’ammoniaca, un superamento per il monossido di carbonio, uno per l’acido cloridrico e tre per il mercurio. Un numero contenuto di episodi che in nessun caso ha comportato violazioni da segnalare all’autorità giudiziaria». Carbonato ha anche mostrato nelle SLIDES SCARICABILI QUIl’andamento delle emissioni nell’anno scorso evidenziando come i limiti di ciascun inquinante imposti nell’Autorizzazione integrata ambientale vengano sempre più rispettati. «La situazione è nettamente migliorata anche per il mercurio, che nel 2016 aveva dato parecchi problemi. Si vedono gli effetti dei sistemi di analisi e abbattimento installati da Trm: oggi sono ben nove gli analizzatori, tre per ciascuna linea, posti a monte e a valle degli impianti di abbattimento oltre che a camino. E ricordo che, a partire dal 2023, anche il mercurio andrà analizzato in continuo».

Proprio sui miglioramenti nell’abbattimento del mercurio si è soffermato Claudio Mazzari di Trm che, nelle SLIDES SCARICABILI QUI, ha presentato l’andamento di gestione del termovalorizzatore per il 2020. Oltre a un più efficace monitoraggio il miglioramento dei valori è dato anche dall’utilizzo di un carbone attivo di qualità superiore rispetto alle forniture precedenti che è in grado di absorbire l’inquinante abbassando di molto i livelli quotidiani. In caso di picchi questo carbone, utilizzato in purezza, viene addizionato con bromo per aumentare l’absorbimento.

Milena Sacco di Arpa con la collega Ivana Bottazzi, ha presentato, nelle SLIDES SCARICABILI QUI, il quadro dell’inquinamento dell’aria nel 2020 secondo i dati della stazione di rilevamento di Beinasco, che è posta nei giardini Mei ed è la più vicina all’inceneritore tra tutte le centraline di analisi dell’aria. «La qualità dell’aria continua nel suo trend di miglioramento – ha detto – Nel 2020, in particolare, si è visto un calo degli inquinanti direttamente collegati al traffico veicolare come gli ossidi di azoto, questo per l’effetto dei lockdown e delle limitazioni agli spostamenti. Mentre per le polveri sottili non osserviamo un analogo calo, questo perché si generano anche da altre attività. In generale, non abbiamo registrato particolari effetti di inquinamento dovuti all’inceneritore».

Enrico Basso, di Iren energia ha invece spiegato, nelle SLIDES SCARICABILI QUI, lo stato di avanzamento della rete di teleriscaldamento della cintura ovest e sud ovest che, per la prima volta, in questa stagione invernale appena conclusa, ha utilizzato anche il calore prodotto dal termovalorizzatore

Serata informativa inceneritore
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