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Il Comitato locale di controllo ha inviato una lettera all’Istituto superiore di sanità per sollecitare la consegna all’Asl To3 dei risultati dei test sulla popolazione residente e sui lavoratori del termovalorizzatore che riguardano Ipa, Pcb e diossine.

I dati su questi inquinanti organici sono gli unici ancora non pervenuti al staff del progetto Spott dal laboratorio nazionale che lavora per conto dell’Istituto superiore della sanità. I referti riguardano i prelievi effettuati, due anni, fa sulla popolazione residente e un anno fa sui lavoratori dell’impianto. Questi esiti servono per chiudere il grande progetto Spott, il monitoraggio sulla salute legato all’entrata in funzione del termovalorizzatore. Finché non saranno in possesso di Asl to3 non sarà possibile la validazione del Comitato tecnico scientifico e la pubblicazione sul report finale del progetto. A questo proposito, l’Asl To 3 ha già chiesto al Comitato una proroga di un anno per la relazione finale dell’interno progetto iniziato nel 2013. La concessione di una nuova scadenza a dicembre 2019 viene chiesta perché, visti i ritardi del laboratorio dell’Istituto superiore di sanità, non sarebbe possibile completare, entro dicembre di quest’anno, le procedure di validazione e la stesura della relazione conclusiva.

Il Comitato ha, così, scritto all’Istituto superiore di sanità richiedendo «di precisare le tempistiche previste per la predisposizione delle analisi proprio» proprio per valutare la richiesta di proroga avanzata da Asl To3.

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