news

Nessuno dei lavoratori dell’inceneritore di Torino, tra quelli monitorati da Spott, risulta contaminato da diossine, Ipa e Pcb. Lo rivela il nono report del progetto che, oltre alla salute del residenti nella zona dell’inceneritore, tiene sotto controllo anche la salute dei lavoratori dentro l’impianto.

Si tratta dell’ultimo report sui lavoratori, quello riferito alla cosiddetta “fase T2” cioè ad analisi del sangue e urine compiute sui lavoratori volontari nel 2017, a tre anni dall’accensione.

Hanno partecipato alla fase T2 trentacinque lavoratori, ossia il 79% di quelli che hanno aderito alla fase iniziale (T0).  

Per quanto riguarda la famiglia degli Idrocarburi policiclidi aromatici, confrontando i 9 soggetti che svolgono attività amministrativa o dirigenziale (non esposti - NE) e i 26 che sono potenzialmente a contatto con sostanze pericolose (potenzialmente esposti - PE) non si rilevano differenze di esposizione per i metaboliti del naftalene, che sono l’80% circa degli analiti determinati.

I lavoratori PE presentano invece concentrazioni più elevate per i metaboliti meno abbondanti (fluorene, fenantrene e pirene). Tali differenze tuttavia, comparendo sia a inizio sia a fine turno, sembrano essere legate a fonti espositive diverse da quella occupazionale.

Nessuno dei lavoratori presenta concentrazioni di idrossipirene superiori all’Indice Biologico di Esposizione (Ibe) stimato dall’Autorità americana sull’igiene del lavoro e utilizzato come riferimento per valutare l’esposizione complessiva agli Ipa.

I livelli di OH-IPA sono stabili o tendenzialmente in diminuzione tra T0 e T2. Questi risultati sono attribuibili a componenti complesse di esposizione relative sia all’ambiente sia allo stile di vita. Tra tutte il fumo di tabacco assume certamente un ruolo rilevante, sebbene l’abitudine al fumo dei lavoratori non sia cambiata nel tempo.

Per quanto riguarda la famiglia delle diossine Pcdd, Pcdf, e i Pcb le determinazioni analitiche sono state condotte solo sul gruppo dei lavoratori PE: i livelli di esposizione al T2 risultano paragonabili o inferiori rispetto a quelli misurati all’avvio dell’impianto e più bassi rispetto a quelli dei residenti campionati.

torna all'inizio del contenuto
Il sito invia cookie di profilazione per offrirti un servizio in linea con le preferenze da te manifestate nell'ambito della navigazione in rete.
Se prosegui nella navigazione selezionando un elemento del sito, acconsenti all'uso dei cookie.