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Nel corso dell’incontro informativo del 7 aprile 2021, Enrico Basso, direttore del settore teleriscaldamento di Iren energia, ha spiegato i benefici ambientali dell’entrata a regime del teleriscaldamento alimentato dalla combustione dei rifiuti del termovalorizzatore di Torino. E ha raccontato lo stato dei collegamenti e gli sviluppi futuri.

Ecco le risposte che ha dato alle domande del Comitato locale di controllo.

Attualmente quale percentuale del calore utilizzabile, prodotto dall’inceneritore, state utilizzando nelle reti di teleriscaldamento di Rivoli, Collegno, Grugliasco e Beinasco?

«In questa fase della stagione termica, la totalità del calore prodotto dal termovalorizzatore del Gerbido viene impiegato per alimentare il “Sistema infrastrutturale del teleriscaldamento” che fornisce energia termica alle reti di Grugliasco, Rivoli, Collegno e per alimentare la rete di teleriscaldamento di Beinasco»

Visto che anche Torino è collegata alle medesime reti si può dire che il calore prodotto dall’inceneritore riscalda anche Torino?

«No, il calore prodotto dal termovalorizzatore del Gerbido è utilizzato esclusivamente per alimentare le reti di Grugliasco, Rivoli, Collegno e Beinasco. La reale funzionalità dell’interconnessione con la rete di Torino è quella di migliorare l’affidabilità complessiva del Sistema di teleriscaldamento di Beinasco, Grugliasco, Rivoli e Collegno, garantendo la massima continuità di esercizio in caso di guasti e o interruzioni di servizio del termovalorizzatore. In tal caso, il collegamento con la rete di Torino consente di disporre di una alimentazione sussidiaria di integrazione e soccorso. È noto, infatti, che il funzionamento del termovalorizzatore è per sua natura interrompibile. L’interconnessione del Sistema infrastrutturale con Torino ha permesso di evitare l’installazione di ulteriori caldaie (e i relativi “camini”) per migliorare la sostenibilità ambientale ed economica del progetto».

Quando si arriverà a sfruttare pienamente il calore prodotto dall’inceneritore per le reti di teleriscaldamento di Rivoli, Collegno, Grugliasco e Beinasco?

«Per fare un esempio, in questo periodo, ancora di esercizio provvisorio, nella giornata del 1 febbraio, il sistema Grugliasco, Rivoli, Collegno e Beinasco ha richiesto circa 800 MWh di energia termica, di cui oltre il 70% prodotta da impianti rinnovabili o assimilati. Il termovalorizzatore ha contribuito a questo fabbisogno con la totalità del calore prodotto pari a 410 MWh, mentre gli impianti di cogenerazione di Moncalieri e Torino nord (corso Regina ndr) hanno apportato al sistema circa 170 MWh. La parte restante è stata fornita dalle caldaie installate presso la centrale di Agraria a Grugliasco e la centrale di Cento a Cascine Vica. La previsione per l’anno 2021 di produzione di calore da parte del termovalorizzatore si stima di circa 120.000 MWh, pari al 75% della domanda complessiva. Tale valore sarà progressivamente incrementato nei prossimi anni fino a raggiungere valori che si attesteranno tra 160.000 e 170.000 MWh all’anno cioè oltre il 90% della domanda complessiva».

A quanto ammonterà, a regime, il risparmio di metano che viene attualmente bruciato nelle centrali e caldaie termiche che finora hanno prodotto calore per il teleriscaldamento in questi quattro comuni?

«L’entrata in servizio del “Sistema infrastrutturale” con il collegamento del termovalorizzatore ha consentito di fermare il ciclo combinato della centrale Cento di Rivoli-Cascine Vica, il cui combustibile era impiegato sia per la produzione di energia elettrica e sia per la produzione di energia termica. Nella configurazione precedente il combustibile, cioè gas naturale, impiegato nella centrale di Cento (CCGT e Caldaie) era pari a circa 20,6 milioni di metri cubi di gas. A tale valore si è aggiunto l’ulteriore risparmio per il minor impiego delle caldaie di Cento e di Agraria. In tutto, il risparmio di metano relativo agli impianti di produzione del sistema GRC è pari a circa 22,4 milioni di metri cubi di gas, integralmente sostituito dal contributo del termovalorizzatore e delle caldaie Cento. Per la rete di Beinasco il confronto è stato effettuato rispetto alla situazione precedente in cui gli edifici erano alimentati tramite caldaie condominiali. La stima del risparmio di metano per la rete di Beinasco a regime è pari a circa 1,4 milioni di metri cubi di gas. Per cui, in totale, il risparmio a regime è pari a circa 23,8 milioni di metri cubi di gas all’anno».

Quali centrali a metano e quali caldaie chiuderete e quali resteranno attive e perché?

«Con l’entrata in servizio del collegamento con il termovalorizzatore si è potuto fermare il ciclo combinato della Centrale Cento pari a circa 60 GWh/anno e si è ridotto significativamente l’utilizzo delle caldaie di oltre 70 GWh/anno. Al fine di garantire continuità di servizio in caso di anomalia (e per l’inseguimento dei profili di prelievo di energia termica da parte dei clienti. Le caldaie presso l’impianto di Cento e di Agraria rimarranno in esercizio con la funzione di integrazione e riserva».

Avete una stima delle tonnellate di ossidi azoto che non verranno più immesse in atmosfera grazie alle centrali a metano chiuse?

«La fermata del ciclo combinato di Cento permette di ridurre le emissioni di ossidi di azoto di circa 14 t all’anno. Considerando anche la riduzione dell’utilizzo delle caldaie del sistema Cento e la fermata delle caldaie Agraria e Conig si ha una riduzione complessiva di circa 23 t all’anno, con un abbattimento del 93% rispetto alla configurazione precedente. Per la rete di Beinasco è stata stimata una riduzione di circa 1,1 t di ossidi di azoto a seguito dello spegnimento delle caldaie condominiali sostituite dal teleriscaldamento».

Con il teleriscaldamento dal termovalorizzatore, gli utenti pagheranno meno il calore in bolletta?

«Il teleriscaldamento è da sempre un sistema virtuoso che consente un risparmio della bolletta termica rispetto ai sistemi di produzione di energia tradizionali quali le caldaie condominiali a gas e gasolio che rappresentano la tipologia impiantistica più diffusa nell’edificato urbano esistente. Laddove gli edifici erano già alimentati dalla rete di teleriscaldamento i benefici proseguiranno e saranno mantenuti, mentre saranno estesi a quegli edifici che saranno raggiunti con le estensioni di rete che si sono potute realizzare con l’interconnessione del termovalorizzatore, quali ad esempio la realtà del comune di Beinasco. Per quanto concerne l’esperienza di Iren i prezzi dell’energia termica del sistema metropolitano di Torino risultano già oggi mediamente inferiori a quelli di altre realtà del Nord Italia, si sta lavorando per raggiungere sinergie di scala e di scopo che potranno riflettersi in un ulteriore miglioramento dei prezzi per i clienti che passeranno al teleriscaldamento di Iren».

Rispetto al totale del potere calorifico dato dalla combustione dei rifiuti, quanto calore può essere destinato al teleriscaldamento e quanto alla produzione elettrica?

«Il termovalorizzatore è equipaggiato con una turbina a vapore alimentata dalla combustione dei rifiuti. La turbina ha una potenza elettrica nominale di 65 MW e in assetto cogenerativo è in grado di produrne 43 MW di potenza elettrica e 100 MW di potenza termica, quest’ultimi equivalenti a 22 MW elettrici. Pertanto dai dati nominali di funzionamento, si può dedurre che, fatta 100 la potenza termica introdotta con il combustibile rifiuto, il 66% circa è destinato alla produzione di energia elettrica e circa il 34% alla produzione di energia termica per il teleriscaldamento».

Ci sarebbe il modo per recuperare e utilizzare ancora più calore?

«Il piano di sviluppo delle reti di teleriscaldamento nei comuni di Grugliasco, Rivoli, Collegno e Beinasco prevede un incremento di circa 1.200.000 m3 di edifici riscaldati su un orizzonte temporale da 7 a 10 anni, così suddiviso: 300.000 m3 nel comune di Beinasco, 100.000 m3 nel comune di Rivoli, 350.000 m3 nel comune di Collegno e circa 450.000 m3 nel comune di Grugliasco. Per il comune di Grugliasco si deve considerare anche la volumetria di circa 900.000 m3 per lo sviluppo del teleriscaldamento nelle Borgate Lesna e Gerbido, alimentate tramite interconnessione con la rete di Torino. Tale sviluppo non determina un pari incremento di impiego di energia termica per riscaldamento in quanto si sta assistendo ad una tendenza in riduzione dei fabbisogni specifici per effetti di natura climatica e per le azioni di miglioramento ed efficientamento energetico di cui beneficiano gli edifici pubblici e privati».

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