Risposte a Domande Frequenti - LA SALUTE E L'AMBIENTE

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FAQs - LA SALUTE E L'AMBIENTE

 

Lo studio di caratterizzazione dello stato ambientale nell’area circostante l’inceneritore del Gerbido  predisposto da ARPA Piemonte ha evidenziato che le ricadute degli inquinanti al suolo sono di entità modesta ed inferiori alle oscillazioni dovute alle differenti condizioni climatiche che si possono verificare in un determinato periodo rispetto ad un altro. Bisogna inoltre considerare che la nuova Autorizzazione Integrata Ambientale  ha ulteriormente ridotto i limiti emissivi dell’impianto e che pertanto le ricadute calcolate nello studio ARPA sono sovrastimate di 2 o 3 volte a seconda dell’inquinante considerato.



 

In caso si verifichino impatti sull'ambiente circostante che si configurino come reati, la responsabilità sarà attribuita a seconda della tipologia di illecito al personale di vertice in ambito tecnico (direttore, dirigenti,...) o agli amministratori (Amministratore delegato, Consiglio di Amministrazione).

 

 

 

Durante la fase di progettazione dell'impianto e al fine di ottenere le necessarie autorizzazioni per la costruzione, TRM ha redatto uno Studio di Impatto ambientale finalizzato a stimare gli impatti futuri dell'impianto. All'interno di questa analisi è stata anche valutata l'influenza dell'attività dell'impianto nell'aumento dell'incidenza tumorale.

Il rischio per la salute dell'uomo viene valutato confrontando le concentrazioni in aria delle singole sostanze inquinanti rispetto a valori soglia, cioè ai valori limite definiti dalla normativa in vigore o, in caso di assenza di normativa in materia, da indicatori definiti e accettati a livello internazionale.


In questo secondo caso, si è fatto riferimento a:


- quoziente di rischio (HQ) per sostanze non cancerogene: quanto più il valore è inferiore ad 1 tanto più accettabile è il rischio ad un'esposizione prolungata;

-indice di rischio (CR) per sostanze cancerogene: rappresenta l'aumento di probabilità di contrarre il cancro rispetto alla norma. Si considerano accettabili indici inferiori a 10-5, come previsto dal D.Lgs 152/06 (Allegato I al Titolo V).


In merito agli inquinanti valutati tramite indicatori di rischio dall'analisi condotta si evince che, sia in riferimento al quoziente di rischio per sostanze tossiche che all'indice di rischio per sostanze carcinogene, sebbene le ipotesi di calcolo adottate siano state estremamente conservative, tutti gli indici calcolati sono risultati di vari ordini di grandezza inferiori ai valori di accettabilità del rischio. Pertanto, è errato ritenere che chi vive vicino all'impianto abbia maggiori possibilità di contrarre una malattia di natura tumorale rispetto a chi vive in un'area più distante, a parità di altre condizioni.
Inoltre, nel bilancio globale, è necessario considerare che - grazie all'energia generata per il teleriscaldamento - si potranno chiudere molte caldaie domestiche, certamente più inquinanti perché prive di sistemi di trattamento dei fumi. Pertanto, questo si tradurrà in un vantaggio ambientale per l'area.


Per approfondire il confronto tra le emissioni dei moderni termovalorizzatori e quelle delle caldaie condominiali si veda l'indagine condotta da Federambiente  in collaborazione con il laboratorio LEAP in merito alle emissioni di particolato fine e ultrafine.

 

L’impianto è stato sottoposto ad una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e quindi le interazioni sono state considerate compatibili con l’ambiente. L’autorizzazione prescrive tutti i controlli e le verifiche affinché le previsioni della valutazione di impatto siano rispettate.

Lo Studio di Impatto Ambientale svolto nel 2006 ha permesso di raccogliere una considerevole mole di informazioni e dati ambientali utili a valutare il possibile impatto derivato dal funzionamento del termovalorizzatore. Le conclusioni sono state assolutamente confortanti in quanto un impianto moderno come quello di Torino Gerbido non va a modificare in maniera sostanziale il contesto ambientale di riferimento e risulta avere un impatto del tutto trascurabile sulla salute dei cittadini.
Infatti, gli impianti di incenerimento con recupero di energia di ultima generazione vengono realizzati con tecnologie altamente affidabili che permettono di abbattere gli inquinanti a livelli bassissimi e soprattutto decisamente minori rispetto alle altre fonti di inquinamento presenti sul nostro territorio e comunemente accettate. Infatti, i termovalorizzatori più recenti - come quello di Torino Gerbido - sono dotati di linee di depurazione dei fumi di combustione che prevedono un doppio stadio di filtrazione che consente di giungere a quote elevatissime di efficienza nell’abbattimento degli inquinanti.


Dallo studio emerge chiaramente che l'incremento determinato dall'esercizio del termovalorizzatore sulle emissioni totali della provincia di Torino è decisamente contenuto. Nello specifico, l’impianto inciderà all’incirca per lo 0,23% delle emissioni totali di PM10 della provincia di Torino; per lo 0,63% degli SO2; per lo 0,48% di NOx; per lo 0,07% di CO; per l’1,60% dei Metalli pesanti e per lo 0,96% degli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA).

 

Gli studi effettuati non mostrano significativi incrementi al suolo di sostanze contaminanti e perciò i terreni agricoli limitrofi all’impianto potranno sicuramente continuare ad essere coltivati.

 

Una compensazione nei termini in cui viene richiesta non è stata prevista, anche perché si sovrapporrebbe a tutte le normali iniziative di prevenzione effettuate dalle autorità sanitarie competenti.

 

Le ricadute ambientali stimate con l’entrata in esercizio dell’impianto di termovalorizzazione non fanno prevedere scostamenti significativi della qualità dell’aria rispetto all’attuale; al contrario, lo sfruttamento del calore prodotto per alimentare le reti di teleriscaldamento fa prevedere un bilancio ambientale sulla qualità dell’aria nel complesso lievemente positivo. Tuttavia, nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale per garantire il massimo livello di tutela dei cittadini interessati era stato previsto ed era stata prescritta l’attuazione di un piano di sorveglianza sanitaria organizzato secondo i criteri e le metodologie della epidemiologia ambientale. 

 

Infatti, nel provvedimento con il quale (D.G.P. n. 1317-433230/2006) la Provincia di Torino ha espresso Giudizio positivo di compatibilità ambientale ai sensi dell’art.12 della l.r. 40/98 relativamente all’ “Impianto di termovalorizzazione dei rifiuti della Provincia di Torino”, proposto da TRM S.p.a., sono state definite specifiche prescrizioni.

 

In particolare la prescrizione  n. 7 alla sezione Monitoraggio dispone:

1.Dovrà essere definito un “Piano di sorveglianza sanitaria e di conoscenza della variazione dello stato di salute della popolazione residente”, con messa a disposizione di finanziamenti specifici le cui modalità potranno essere concordate con la Rete regionale dei Servizi di Epidemiologia della Regione Piemonte (di cui alla D.G.R. n 37 – 25948 del 16 novembre 1998) e in particolare con il servizio di epidemiologia ambientale dell’Arpa per gli aspetti di competenza. Tale piano dovrà comprendere almeno le seguenti attività:

-studi panel sulla componente occupazionale (lavoratori dello stabilimento), con sorveglianza regolare sullo stato di salute e sull’andamento dei rischi occupazionali 

-monitoraggio epidemiologico, con questionari e se necessario con rilevazioni biologiche, sulla popolazione residente, con particolare attenzione ai sottogruppi più sensibili (anziani, malati, bambini), con rilevazioni periodiche nella popolazione esposta e confronto con la media provinciale o regionale.

-sorveglianza degli effetti conosciuti nella popolazione esposta in base alle conoscenze di letteratura, in particolare nell’incidenza tumorale e nelle malformazioni congenite. A tal fine dovrà essere valutata con uno studio pilota l’opportunità di estendere l’areale coperto dal registro tumori ai comuni potenzialmente interessati e l’opportunità, sempre mediante studio pilota, di istituire un registro delle malformazioni congenite, ad oggi inesistente nell’areale di interesse.

-Istituzione di modalità trasparenti per la diffusione delle informazioni relative alla salute della popolazione, parallelamente e come integrazione delle informazioni sui livelli di inquinamento ambientali registrati dalle centraline di monitoraggio

 

La Provincia di Torino, con l’Arpa Piemonte e le ASL 1 e 3 sta coordinando tale attività, mediante la predisposizione operativa di un piano di sorveglianza sanitaria volto a monitorare e conoscere lo stato della salute della popolazione residente più prossima al sito di insediamento dell’Impianto di termovalorizzazione dei rifiuti della Provincia di Torino.

Tale piano è attualmente in fase di studio e di redazione e verrà a breve pubblicato ufficialmente sui siti istituzionali. 

A grandi linee possiamo anticipare che si tratta di un piano articolato in tre linee di attività.

La linea 1, in capo al Dipartimento di Epidemiologia e Salute Ambientale dell’ARPA Piemonte, comprende la sorveglianza in continuo di possibili effetti a breve termine delle emissioni, nonchè la valutazione di possibili effetti a lungo termine. Si tratta sostanzialmente di una sorveglianza epidemiologica sulle cause di ricovero, di malattia e di morte, effettuata a partire dai dati raccolti nelle strutture sanitarie. 

La linea 2, in capo ai Dipartimenti di Prevenzione delle Asl TO1 e TO3 con il supporto metodologico del Dipartimento di Epidemiologia e Salute Ambientale dell’ARPA Piemonte, comprende un piano di biomonitoraggio su un campione rappresentativo di residenti negli stessi Comuni, con raccolta di campioni ematici, urinari e misura di parametri di funzionalità clinica. Il biomonitoraggio, per la prima volta in Italia, sarà eseguito sia prima dell’entrata in funzione dell’impianto, sia a distanza di tempo, successivamente all’entrata in funzione dell’impianto. Saranno misurate sugli stessi soggetti eventuali differenze tra valori pre e post, al netto di altri fattori che potrebbero determinare alterazioni.

La linea 3, in capo alla struttura Rischi e Danni da lavoro del Servizio Sovrazonale di Epidemiologia presso l’ASL TO3, comprende una sorveglianza straordinaria sui lavoratori che saranno occupati nell’impianto, con un’attività di biomonitoraggio che si aggiunge alle attività ordinarie di sorveglianza del medico competente, già prescritte per legge. I parametri biomonitorati sono gli stessi che saranno misurati sulla popolazione residente, e serviranno sia da confronto pre-post sugli stessi soggetti, sia da confronto con i valori registrati nella popolazione.

La Provincia di Torino ha inoltre affiancato il gruppo di lavoro,  che sta predisponendo il piano, con un Comitato Tecnico Scientifico composto da tre membri di comprovata esperienza a livello nazionale in materia di epidemiologia  ambientale, tossicologia, biomonitoraggio umano, valutazione degli effetti  sulla salute.

 
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