Risposte a Domande Frequenti - I CONTROLLI

Seleziona la Categoria

FAQs - I CONTROLLI

Nell'area circostante. La qualità dell’aria viene controllata per mezzo di una rete di monitoraggio diffusa sul territorio che ha la finalità di fornire indicazioni sulle concentrazioni degli inquinanti in siti rappresentativi della minima, media e massima esposizione della popolazione. L’analisi complessiva dei dati rilevati e l’utilizzo dei modelli di dispersione delle emissioni forniscono una descrizione completa dei fenomeni di inquinamento atmosferico. Molte stazioni di monitoraggio prossime all’inceneritore (Beinasco, Grugliasco, Orbassano, Torino Via Gaidano) essendo attive da più di 10 anni sono in grado di fornire una serie storica sufficientemente lunga per evidenziare i trend delle concentrazioni al netto delle variazioni annuali e di breve periodo dovute a differenti situazioni meteorologiche.

 

Tutti i dati rilevati dalla rete di monitoraggio sono reperibili nella relazione Uno sguardo all’aria predisposta annualmente da Provincia di Torino e ARPA Piemonte e possono essere consultati all'indirizzo: http://www.provincia.torino.gov.it/ambiente/inquinamento/eventi/sguardo

 

Oltre a queste stazioni, che verranno naturalmente mantenute anche dopo l’avvio dell’impianto, è operativa dal mese di ottobre 2012 a Beinasco, nei pressi del termovalorizzatore, un’ulteriore centralina per la misurazione della concentrazione in atmosfera degli inquinanti. La centralina è ubicata nel luogo dove gli studi di ricaduta delle emissioni dell’inceneritore hanno indicato le concentrazioni massime e sarà gestita da ARPA Piemonte.  

 

All'interno dell'impianto. È previsto un sistema di monitoraggio delle emissioni al camino finalizzato ad analizzare i fumi in uscita. Tale sistema è composto da due dispositivi in parallelo: uno invia i dati alla sala controllo e serve per la corretta gestione dell’impianto (controllo e regolazione della combustione e del processo di depurazione dei fumi); l’altro è invece collegato via modem all’ARPA Piemonte, l’organismo di controllo deputato a vigilare sul corretto funzionamento del termovalorizzatore. 

 

 

Assolutamente sì. Il Piano di Monitoraggio è suddiviso in tre fasi:


1. Il Bianco ambientale: è stata analizzata la qualità dell'ambiente prima della realizzazione dell'impianto; affidato dalla Provincia di Torino ad ARPA Piemonte, questo studio consente di avere a disposizione misurazioni relative allo stato della zona senza termovalorizzatore confrontabili con quelle che verranno rilevate successivamente;


2. Il Piano di monitoraggio della fase di cantiere: analizza eventuali impatti sulle falde idriche, sul clima acustico o sulla polverosità generata dalle attività di costruzione dell'impianto;


3. Il Piano di monitoraggio della fase di esercizio: sono state individuate le seguenti possibili fonti di impatto da tenere sotto controllo a partire dall'entrata in funzione dell'impianto attraverso rilievi in continuo e periodici a seconda della matrice ambientale in esame:

-le emissioni in atmosfera e le deposizioni al suolo;

-il rumore prodotto dalle operazioni eseguite all'interno dell'impianto;

-la possibilità che, per incidenti o anomalie/emergenze, sostanze potenzialmente inquinanti possano infiltrarsi nel suolo e contaminare la falda freatica;

-la possibilità che l'umidità prodotta dalle torri di raffreddamento possa determinare la formazione di ghiaccio lungo le vie di comunicazioni stradali prossime all'impianto.

 


Attualmente nel raggio di alcuni km attorno al sito del Gerbido sono già operative sei stazioni fisse del sistema regionale di rilevamento della qualità dell’aria a Collegno, Grugliasco, Orbassano, Beinasco e Torino (Parco Lingotto e Via Rubino). È stata inoltre installata a Beinasco la stazione prevista dall’autorizzazione provinciale.

 


L’autorizzazione prevede una programmazione molto stringente di controlli programmati da parte del soggetto controllore (Arpa Piemonte), ma le tempistiche dei controlli sono decise autonomamente da Arpa che li effettua senza darne preavviso al Gestore dell’impianto.

 


Il sistema di monitoraggio delle emissioni dell’impianto di Torino prevede, per ogni linea, un controllo in continuo attraverso due dispositivi di misura in parallelo, uno dei quali collegato direttamente via modem con l’ARPA Piemonte, la quale pertanto potrà disporre dei dati in tempo reale e avrà la possibilità di rilevare immediatamente malfunzionamenti o scostamenti rispetto ai parametri definiti dalla normativa. Inoltre sono previsti prelievi continui di diossine e furani, che - accumulati in fiale - verranno periodicamente inviati a laboratori specializzati per le analisi.

L’autorizzazione prevede una serie completa di controlli e monitoraggi, con cadenze e modalità diverse a seconda delle necessità. I controlli saranno effettuati in parte da TRM e in parte direttamente da Arpa Piemonte. La Provincia di Torino, inoltre, effettuerà verifiche per garantire il costante rispetto delle prescrizioni autorizzative dell’impianto.

Ad integrazione degli Enti di controllo previsti dalla normativa vigente, è stato istituito proprio il Comitato Locale di Controllo con funzioni di vigilanza complementare sulla corretta gestione dell’impianto.

 

L’impianto è autorizzato a trattare esclusivamente rifiuti non pericolosi. Il provvedimento autorizzativo (Autorizzazione integrata Ambientale n° 309-557341 del 21/12/2006, rinnovata con Determinazione del Dirigente del Servizio Gestione Rifiuti e Bonifiche n° 27-3956/2012 del 6 febbraio 2012) elenca le tipologie di rifiuti per le quali è ammessa l’attività di incenerimento, identificandole attraverso il codice CER e prescrive che prima dell’accettazione dei rifiuti all’impianto il gestore acquisisca informazioni sui rifiuti al fine di verificare l’osservanza dei requisiti previsti in autorizzazione; in particolare gli eventuali rifiuti speciali non pericolosi ritirati dall’impianto dovranno essere soggetti ad una procedura di omologa che analizzi i parametri elencati nel piano di monitoraggio e controllo e dimostri la non pericolosità. L'impianto è stato autorizzato solo per ricevere il rifiuto residuo dalla raccolta differenziata (quello che oggi viene conferito in discarica) prodotto dai cittadini della provincia di Torino e i rifiuti assimilabili agli urbani, in ogni caso tutti rifiuti classificati dalla normativa come non pericolosi.

Ci sono inoltre una serie di meccanismi sia interni sia esterni che verranno messi in atto per garantire il rispetto di quanto stabilito nell’autorizzazione concessa a TRM. Da un punto di vista esterno, gli organismi preposti al controllo dell’impianto vigileranno in merito e sono naturalmente autorizzati all’ingresso in impianto in ogni momento lo ritengano opportuno.


Sono inoltre state prescritte, in sede autorizzativa, procedure di autocontrollo all’interno dell’impianto: i mezzi che conferiscono vengono sottoposti a pesatura all’ingresso; inoltre, ciascun mezzo viaggia con un formulario, cioè un documento che descrive provenienza e quantità del rifiuto. Vengono effettuate verifiche a campione: in caso di illecito la società ha il dovere di denunciare il conferitore di origine del mezzo poiché grazie al formulario si è in grado di risalire alla sua provenienza.

 

No. Secondo quanto previsto dalla normativa vigente (comma 3-bis dell’art. 33 del decreto legislativo 3 aprile 2006), le spese occorrenti per effettuare i controlli sono a carico del gestore dell’impianto di incenerimento; le relative tariffe sono attualmente indicate nel Decreto ministeriale del 24 aprile 2008 e nella Deliberazione della Giunta Regionale n. 85 - 10404 del 22 dicembre 2008).

 
torna all'inizio del contenuto
Il sito invia cookie di profilazione per offrirti un servizio in linea con le preferenze da te manifestate nell'ambito della navigazione in rete.
Se prosegui nella navigazione selezionando un elemento del sito, acconsenti all'uso dei cookie.